Vi racconto una storia europea

Le mie origini, il mio lavoro

Ho incontrato per la prima volta l’Italia quando, nemmeno ventenne, mi sono trasferita dalla Repubblica Democratica del Congo a Roma per motivi di studio.
Da medico, poi, ho incontrato l’impegno civile, mettendomi al servizio di progetti per l’integrazione e la promozione sociale, per la formazione in ambito di medicina dell’immigrazione e a favore dell’integrazione.

Da giovane donna, attiva in un campo professionale difficile e stimolante come quello medico, ho sentito il bisogno di trasferire le mie competenze e la mia energia in azioni concrete a vantaggio di tutta la comunità, combattendo ogni forma di esclusione.

Con la politica, sul territorio

Dopo la laurea in Medicina e la specializzazione in Oculistica, ho deciso quindi di restare in Emilia Romagna, a Modena, dove ho concluso il mio percorso di studi e dove, qualche anno dopo, sarebbero nate le mie due splendide figlie Maisha e Giulia.

L’impegno politico è stata la naturale conseguenza dell’impegno nel mondo dell’associazionismo e del volontariato.

A Modena ho avuto l’opportunità di misurarmi per la prima volta con ruoli diversi, in ambito istituzionale e politico: consigliere di quartiere prima, in Provincia poi e, parallelamente, l’incarico di responsabile per il Pd dell’Emilia-Romagna delle politiche dell’immigrazione.

Dal Parlamento italiano al Governo, all'Europa

Da lì è iniziata un'avventura umana e politica che mi ha portato all'elezione al Parlamento italiano e, successivamente, al ruolo di Ministra per l'Integrazione.
Grazie al sostegno di quasi 100mila italiani, il 25 maggio 2014 sono stata eletta al Parlamento Europeo.

Sono stati cinque anni ricchi di progetti appassionanti per affrontare le sfide globali: sull'immigrazione, contro il razzismo, per la cooperazione internazionale e per la diaspora.

Cinque anni ricchi anche di riconoscimenti e di responsabilità crescenti, come co-presidente dell'Intergruppo del Parlamento Europeo "Anti-Racism and Diversity Intergroup" (ARDI) e vicepresidente dell’Assemblea parlamentare paritetica Acp-Ue.

Il grande bivio che ci aspetta

Un lavoro appassionante ed intenso, che merita di essere portato avanti. Perché la nostra Europa è di fronte ad un bivio e possiamo farle prendere la direzione giusta: quella dei diritti, delle persone e dell’inclusione.

Un lavoro appassionante ed intenso, che merita di essere portato avanti. Perché la nostra Europa è di fronte ad un bivio e dobbiamo farle prendere la direzione giusta: quella dei diritti, delle persone e dell’inclusione. Respingendo con forza e in modo definitivo lo spirito della disumanità, degli interessi di pochi e della chiusura.